DOCUMENTO POLITICO
Barletta Pride 2018
"Generi oltre i generi"

Il sistema dei generi ha rappresentato nel corso della storia uno strumento di potere ed oppressione con cui una parte della umanità ha sottomesso, svilito e ridotto a subalternità la restante parte. Il fatto che esista una autoevidente differenziazione di genere di carattere biologico non determina i presupposti di quelle gabbie stereotipiche in cui sono state collocate le persone per millenni.

In tali gabbie sono stati perpetrati come naturali meri costrutti culturali derivati da consuetudini comportamentali atte a reprimere e controllare la personale ed autoderminata ricerca della felicità. Vittime della medesima violenza sono state tutte quelle persone che, per qualche ragione, non incarnavano il paradigma performativo di tipo patriarcale e contemporaneamente non accettavano la sottomissione al medesimo. 

Donne, corpi non conformi, identità di genere non coincidenti con sesso cromosomico, orientamenti sessuali differenti dalla statistica della maggioranza, persone migranti, condizioni sociali percepite come inferiori, sono state allo stesso modo violentate dal genere percepito come dominante. La critica al sistema binario dei generi diviene strumento di critica sociale e politica, possibilità di destrutturare i presupposti culturali ed educativi entro cui il sistema della sopraffazione replica se stesso. 

La sfida del genere rappresenta in questa generazione la possibilità politica di ripensare la nostra società in termini di lotta alla violenza, alla sopraffazione ed allo sfruttamento, in termini di prassi politica che superi tutte le disuguaglianze e ingiustizie sociali a partire da una disuguaglianza strutturale come quella che ha reso alcune persone ontologicamente, aprioristicamente più potenti e migliori di altre. Promuovere la cultura del rispetto tra i generi, è l’unica strada da percorrere per contrastare efficacemente le violenze fisiche, psicologiche, economiche e morali che causano sofferenze e discriminazioni. 

Il progetto di superamento dei generi ci proietta verso una società in cui sia determinante il costrutto personalistico della identità per cui tutte, tutti e tutt* possano liberamente rappresentare la propria identità a partire dal proprio sentire, dalla definizione di sé come corpi, identità, valori politici, in quanto depositari dell’intero sistema di diritti e doveri del nostro tempo. 

Le associazioni che promuovono il Barletta Pride si riconoscono nei valori dell’Antifascismo, dell’Antirazzismo, della Inclusione Sociale, della Solidarietà, della Laicità, dell’Anticlericalismo, del riconoscimento dei diritti umani e civili della comunità LGBTQI e delle persone tutte. Le associazioni, i collettivi, le organizzazioni che compongono il coordinamento rivendicano il diritto di vivere libere, liberi e liber* da ogni forma di discriminazione basata su un’idea stereotipata dei generi, a sentire e condividere tutte le cause sociali, politiche morali di chi è vittima di ingiustizia sociale, economica o politica. Come la causa di lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, della comunità migrante, di tutti i popoli oppressi nella propria aspirazione alla libertà ed all’autodeterminazione.

PIATTAFORMA RIVENDICATIVA

Le persone LGBTQI* vivono quotidianamente forme di esclusione, marginalizzazione, discriminazione e violenza. Il fenomeno, largamente trascurato e scarsamente indagato è del tutto sottostimato nella sua gravità. Tali forme di violenza diventano devastanti in contesti più sensibili, come ad esempio a scuola, nei contesti giovanili, nel mondo del lavoro, nella sanità, nelle carceri, nella comunità migrante ed in tutti quei contesti socio culturali in cui la vulnerabilità delle persone LGBTQI è esposta a stigma multiplo. In assenza di un quadro giuridico chiaro le persone LGBTQI non dispongono di adeguati strumenti di tutela.

LEGGE CONTRO L’OMO-BI-TRANSFOBIA. Estensione della attuale legge Reale/Mancino con l’aggravante per i reati di odio nei confronti della comunità̀ LGBTQI*, esplorazione di strumenti legislativi che introducano la specificità di reato per omofobia e transfobia ed una generale revisione della legislazione vigente sui “discorsi di odio” ed i “crimini di odio”. PIENO SOSTEGNO ALLA LEGGE REGIONALE CONTRO OMOFOBIA TRANSFOBIA.

Supporto ed ampliamento della RETE RE.A.DY. (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere).

PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI. Percorsi formativi specifici per chiunque, in rappresentanza delle istituzioni si relazioni con le persone LGBTQI+, finalizzati all’utilizzo di prassi linguistiche ed amministrative non discriminanti ed inclusive.

MEDIA E LGBT: LINEE GUIDA PER UNA INFORMAZIONE RISPETTOSA DELLE PERSONE LGBT. Il mondo dell’informazione ha il dovere di comunicare senza discriminare e senza pregiudizi sulla base di orientamento sessuale e identità di genere. Per questi motivi, è necessario le giornaliste e i giornalisti siano consapevoli dell’importanza del lavoro che svolgono e che, attraverso di esso, possono contribuire a contrastare l’uso dei linguaggi d’odio.

TUTELA DELLE IDENTITA’. Garantire il diritto all’autodeterminazione di tutte le identità personali oltre il binarismo di genere, garantendo contestualmente il diritto alla fluidità di genere con strumenti legislativi adatti a tutelare la definizione di sé.

Sostenere e rifinanziare la STRATEGIA LGBTI che ha permesso al nostro Paese di aderire al programma del Consiglio d’Europa contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere per tentare di prevenire e ridurre il fenomeno del bullismo, collaborando con gli enti pubblici e statali che se ne occupano (Dipartimento per le pari opportunità, UNAR, ecc).
L’Italia rimane uno degli ultimi paesi nella comunità europea a non garantire ancora pari uguaglianza e dignità alle coppie omosessuali, in tema di status della famiglia e genitorialità. L’Italia deve riconoscere pari diritti a tutti i cittadini e le cittadine nell’autodeterminare la propria dimensione familiare ed a affettiva.

MATRIMONIO EGUALITARIO. Istituzione del Matrimonio egualitario per tutte le configurazioni relazionali a prescindere dal sesso/genere dei/delle contraenti.

ADOZIONI accessibili a tutte le coppie e ai singoli/e, secondo criteri di uguaglianza di trattamento a prescindere da sesso/genere e orientamento sessuale.

GENITORIALITA’ RICONOSCIUTA PER LEGGE di entrambi i/le partner alla nascita dei/delle figli/e.

GESTAZIONE PER ALTRI E ALTRE. tutela e riconoscimento delle scelte procreative di adult*, singol* o in coppia che vengono attuate nel rispetto e nella dignità di tutte le persone coinvolte, se consenzienti, capaci di intendere e di volere e nel rispetto delle persone, delle loro libertà, e delle leggi del paese dove si è svolto il percorso e che non sia stato in alcun modo lesivo delle dignità e delle libertà.

PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA. Incoraggiare riflessioni e dibattiti costruttivi, in un’ottica progressista e liberale, a difesa e a sostegno dell’autodeterminazione dell’individuo nell’ambito delle scelte dei percorsi procreativi. quando siano coinvolti adulti, singoli o in coppia, consenzienti e capaci di intendere e volere che intraprendono un percorso nel rispetto delle leggi del paese dove si svolge e che non sia in alcun modo lesivo della dignità e della libertà dei soggetti coinvolti.

CO-GENITORIALITA’. Maggiori tutele per i minori che vivono in contesti di famiglia allargata, attraverso il mantenimento dei vincoli affettivi. Riconoscimento e tutela del ruolo del co-genitore, laddove per co-genitore si intende il/la partner di uno dei genitori, che svolge un ruolo di cura e accudimento della prole, anche nel caso in cui l’altro genitore, esterno alla coppia, sia vivente e nel pieno delle funzioni genitoriali.
Gli anni della formazione scolastica, professionale ed universitaria sono quelli in cui contemporaneamente alla acquisizione di conoscenze, competenze e valori si sviluppa la personalità anche sul profilo sessuo-affettivo. Gli/le adolescenti lgbtqi si scontrano con la difficoltà di trovare informazioni corrette e modelli positivi cui fare riferimento, mentre sono facilmente espost* ad atteggiamenti ostili o a volte violenti in ambito scolastico o extra-scolastico. La scuola è spesso il terreno fertile in cui pregiudizi e discriminazioni ai danni di adolescenti lgbtqi possono attecchire. E’ fondamentale ed urgente attivare per studenti e docenti percorsi di educazione alle differenze ed alla inclusione per prevenire il bullismo omo lesbo trans fobico. Non solo “rispetto”: contrastare il bullismo omofobico non implica solo insegnare il rispetto per gli altri, e per le persone omosessuali in particolare. Il bullismo omofobico non vive in una campana di vetro sterile: cresce su un terreno di pregiudizi, stereotipi e false gerarchie che distinguono tra superiori e inferiori.

È necessaria una LEGGE SUL BULLISMO, con precisa indicazione della riconoscibilità delle forme di bullismo omo lesbo trans bi fobico e relative strategie di intervento a sostegno delle vittime e di percorsi di ri-educazione dei/delle maltrattanti. L’educazione alle differenze a scuola facilita una costruzione positiva dell’identità.

BULLISMO OMO LESBO BI TRANS FOBICO. Promuovere un protocollo con l’Ufficio Scolastico Provinciale per sviluppare un’attività di ricerca per acquisire negli ambienti scolastici dati obiettivi sul fenomeno del bullismo omo trans fobico; progettare attività di formazione, per prevenirlo e contrastarlo, rivolta agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado;

E’ necessario un PIANO NAZIONALE E REGIONALE DI EDUCAZIONE ALLE DIFFERENZE, strutturato come strategia nazionale che coinvolge il mondo della Pubblica Istruzione, della Formazione, della Università, del Lavoro, delle Pubbliche Amministrazione, della Sanità, finalizzato a fornire conoscenze e competenze specifiche ad operatori ed operatrici per prevenire la discriminazione per orientamento sessuale ed identità di genere e favorire la inclusione sociale della comunità lgbtqi.

CARRIERE ALIAS. Riconoscimento del diritto di studenti, docenti, operatori ed operatrici del mondo della Scuola, della Formazione, della Università e della Ricerca a tutelare la propria identità di genere ed il diritto alla definizione di sé attraverso il nome anche a prescindere dai tempi di riattribuzione anagrafica con procedimento giuridico.
Il tema della salute delle persone LGBTI tocca diversi temi, dalla salute sessuale alla lotta all’HIV e alle altre IST (Infezioni sessualmente trasmissibili), dal benessere psicologico all’uso/abuso di sostanze, dal rischio suicidario fino al tema dell’invecchiamento. L’obiettivo delle nostre rivendicazioni è aiutare le persone LGBTI ad avere il pieno controllo della propria salute e del proprio benessere, nonostante le disuguaglianze sociali che ancora ne caratterizzano la vita. A causa delle disuguaglianze sociali, infatti, le persone LGBTI sono a rischio maggiore di affrontare problematiche e sfide relative alla salute rispetto alle persone eterosessuali. Contestualmente rivendichiamo la necessità e la urgenza di agire contemporaneamente sia sul piano della prevenzione/informazione che su quello della lotta allo stigma socio culturale derivante da IST.

CAMPAGNE DI INFORMAZIONE, anche sessualmente esplicite, per richiamare l’attenzione sulle IST e su HIV.

ABOLIZIONE DEL TICKET DI ACCESSO AI SERVIZI IST (EX MTS)

DIFFUSIONE E PROMOZIONE DEI TEST RAPIDI community-based al fine di intercettare quella quota di popolazione attualmente non responsiva ai programmi di screening

FORMAZIONE. Introduzione di percorsi formativi obbligatori all’interno delle facoltà di medicina del concetto di medicina di genere, che illustri le necessità specifiche delle persone LGBTQIA+. Formazione obbligatoria al personale sanitario per combattere sierofobia e omo-lesbo-bi-transfobia. Intercettare e perseguire penalmente con un canale preferenziale tutti/e quei/quelle professionisti/e che mettono in atto pratiche prive di qualsivoglia fondamento scientifico (come testimoniato dalla comunità scientifica internazionale tutta) come ad esempio le cosiddette terapie riparative dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.

DISTRIBUZIONE GRATUITA DI PRESIDI MEDICO-CHIRURGICI DI PREVENZIONE DELLE IST (preservativi, dental dam, etc) ed introduzione, almeno in selezionati casi, della PrEP per la popolazione MSM e per le persone con comportamenti a rischio.

VACCINAZIONI. Rendere gratuita e priva di limiti di età la vaccinazione contro epatite A, epatite B, papilloma virus (HPV) per gli MSM e per le persone con comportamenti a rischio.

IDENTITA’ DI GENERE. Introduzione di ticket unico omnicomprensivo per le persone che affrontano un percorso di transizione. Ricerca e studio sulla possibile introduzione di terapie bloccanti la differenziazione sessuale per quei bambini e quelle bambine che si sentono gender non-conforming, al fine di far maturare una più consapevole percezione del proprio corpo, ovvero minimizzare le difficoltà tecniche di una riassegnazione chirurgica.

INTERSESSUALITA’. Divieto formale degli interventi a fini cosmetici sui genitali dei/delle bambini/e intersex, sia a carico SSN sia in regime privato.
Il diritto alla autodeterminazione completa e incondizionata dei corpi e delle vite di tutt* si scontra con uno stato, una società ed una cultura in cui la libertà di determinarsi non è consentita, quando non è espressamente vietata e repressa. Vogliamo far parte di uno stato che si faccia garante di una libera scelta dei modi e delle forme con cui gestiamo i nostri corpi e le nostre relazioni fornendo strumenti informativi e di supporto che garantiscano la piena realizzazione di ciò che siamo. Promuoviamo una società che riconosca e dia cittadinanza a tutte le identità non cis-eteronormate e che non si definiscono in base a un’espressione binaria, alle istanze transgender, bi-, non gender conforming.

AUTODERMINAZIONE. Promuovere una coscienza sociale, politica e personale che abbia come principio inviolabile l’autodeterminazione fisica e psicologica dell’individuo e che permetta scelte esistenziali nel totale rispetto del proprio sentire. Incentivare il riconoscimento di forme di transizione non binarie (basate cioè sulla percezione e polarizzazione di due soli generi) e gender non conforming e dell’esistenza di persone transgender non medicalizzate, anche attraverso la decostruzione degli stereotipi di genere legati alle persone trans.

RETTIFICA DEI DOCUMENTI ANAGRAFICI: Creare le condizioni psicologiche e sociali perché le persone transgender possano vedere rispettata la loro identità e il loro diritto ad autodeterminarsi. È fondamentale a questo scopo che la rettifica dei documenti anagrafici sia totalmente svincolata da qualsiasi iter di transizione medicalizzata. È, inoltre, necessario che la rettifica dei documenti e l’accesso ad un’assistenza medica finalizzata a un percorso di riassegnazione del sesso siano rese possibili senza necessità di un iter legale che rimette al giudizio di una persona esterna ed estranea decisioni che riguardano intimamente il corpo, l’identità e il benessere personali. Scoraggiare la richiesta di dichiarazione del sesso su documenti anagrafici e procedimenti burocratici laddove non sia utile e rappresenti una fonte di disagio per la persona. Valutare un’opzione diversa da maschio e femmina nei casi in cui sia necessaria questa rilevazione.

Ampliamento e maggiori finanziamenti ai CENTRI SPECIALIZZATI NEL PERCORSO DI TRANSIZIONE in quanto quelli già esistenti non riescono a garantire e soddisfare la richiesta. Le liste d’attesa per la possibilità di iniziare la psicoterapia e avviare il percorso di transizione sono sempre più̀lunghe. Tale situazione aggrava il disagio e le discriminazioni che le persone transessuali subiscono per vedere garantito il diritto fondamentale alla salute, inteso come benessere psico-fisico e all’autodeterminazione.
Promuovere il lavoro non come fine ma come strumento di indipendenza e autodeterminazione e per questo costruire ambienti lavorativi che siano rispettosi di tutte le soggettività e che garantiscano e tutelino, attraverso equità di trattamento e di compenso, chi lavora. Troppe e troppo violente le discriminazioni per identità di genere, espressione di genere ed orientamento sessuale sul posto di lavoro. Denunciamo la condizione di stigma e marginalizzazione subita dalle/dai sex workers a causa di una normativa abolizionista e di una narrazione che lega in maniera automatica e acritica il lavoro sessuale ai fenomeni di tratta o di sfruttamento.

Promuovere e diffondere politiche di DIVERSITY MANAGEMENT che permettano la creazione di un ambiente che sia inclusivo e stimolante per le persone che ci lavorano e ne permetta il pieno benessere sul luogo di lavoro

Caldeggiare politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia che tutelino anche i nuclei monoparentali e i nuclei familiari atipici.

Dialogare con i sindacati e proporre momenti di FORMAZIONE al personale sulle discriminazioni delle persone LGBTIQA+ sui luoghi di lavoro Promuovere politiche di sostegno dei lavoratori e le lavoratrici del sesso, affinché sia consentito l’esercizio in condizioni sicure per sé e per le/i clienti e siano garantite le tutele previste per le altre professioni.

Combattere lo stigma sul lavoro sessuale incoraggiando un linguaggio e una narrazione per cui non coincidano i fenomeni di tratta e di sfruttamento con la pratica libera e autodeterminata del sex working.

La globalizzazione, i nuovi social, hanno reso negli ultimi anni i cambiamenti repentini e veloci, La società italiana si è dovuta confrontare con un flusso migratorio senza precedenti e spesso la comunità migrante è stata oggetto di attacchi violenti e odio gratuito. Il movimento LGBTI, come la società italiana, è stato sollecitato da numerose richieste d’aiuto da parte di migranti LGBTI, particolarmente espost* al rischio di emarginazione sociale derivante da un doppio stigma. L’Europa e l’Italia stentano a strutturare delle politiche di accoglienza efficaci e realmente rispondenti ai bisogni dei/delle migranti. Nello specifico, le Commissioni Territoriali, incaricate di vagliare le richieste di asilo politico, sono a volte culturalmente impreparate a trattare le domande di asilo legate all’identità sessuale come appare evidente dal reiterarsi di dinamiche investigative viziate da stereotipi e pregiudizi.

FORMAZIONE specifica delle persone e delle professionalità coinvolte nella accoglienza e nella raccolta delle memorie della comunità migrante LGBTI.

DEFINIZIONE DI LINEE GUIDA NAZIONALI adeguate per inquadrare da un punto di vista legislativo la tutela delle discriminazioni per orientamento sessuale, identità di genere e condizione intersessuale.